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La Royal Society sbatte la porta in faccia al creazionismo

Contrordine. La Royal Society sbatte la porta in faccia al creazionismo. Svanisce sul nascere il presunto idillio tra la massima istituzione scientifica inglese e i fautori del disegno intelligente. Con un breve comunicato, la prestigiosa accademia fondata nel 1660, per discutere le idee di Francesco Bacone, ha annunciato il divorzio dal professor Michael Reiss. Il biologo, pastore della Chiesa anglicana, si è dimesso dall’incarico di Direttore dei programmi educativi, per tornare a insegnare a tempo pieno. Da due giorni, il professore è irreperibile e si rifiuta di rilasciare interviste. S’insabbia così nel silenzio del protagonista, e con una sentenza senza appello della Royal Society, la polemica che ha infervorato gli inglesi sul creazionismo e sul posto che dovrebbe  nei programmi scolastici. “Il creazionismo non ha basi scientifiche e non dovrebbe rientrare in un curriculum scientifico” recita il comunicato della Royal Society. “Tuttavia, se un giovane solleva la questione durante un corso di scienze, i professori dovrebbero essere in condizione di spiegare perché l’evoluzione è una teoria scientifica, e perché il creazionismo non lo è affatto”.
Ma cos’è successo per arrivare a una precisazione tanto barocca? Michael Reiss,  parlando alla British Association for the Advancement of Science, si era limitato a dire che i professori dovrebbero accettare il fatto di non essere in grado di cambiare la testa degli allievi che credono nel creazionismo. “Dopo aver insegnato biologia per 20 anni, la mia esperienza è che se uno dà solo l’impressione che questi ragazzi hanno torto, a quel punto essi non saranno in grado di imparare granché in fatto di scienze. Insistere sull’evoluzione e la selezione naturale non li aiuta affatto a farli cambiare idea. E il fatto che il creazionismo non abbia una base scientifica, non mi pare una ragione sufficiente per ometterlo dai corsi”.
Apriti cielo. Facendo un rapido corto circuito tra le affermazioni di Reiss e la posizione della Royal Society i giornali si sono tuffati a pesce nel mare delle nozze tra scienza e fede. “Un autorevole scienziato esorta a insegnare il creazionismo nelle scuole” ha sparato il Times con titolo ad effetto. E mentre girava voce che Reiss rappresentasse le idee del presidente della Royal Society, Lord Reees of Ludlow, alcuni membri eminenti dell’accademia scientifica sono insorti. “E’ un oltraggio” ha scritto il Nobel per la medicina Richard Roberts, chiedendo la testa di Reiss, mentre l’altro Nobel Harry Kroto metteva in guarda dal pericolo religioso. “Forse pensa  che ai ragazzi si dovrebbe insegnare pure che la terra è piatta” commentava un lettore del Financial Times, mentre l’autore di The God Delusion, Richard Dawkins, paragonava il tutto “a uno sketch dei Monty Pyton”. Quando poi il presidente della Commissione Scienza e Innovazione di Westminster ne ha bollato “l’incompatibilità con la funzione”, l’epilogo è parso scontato: “Non era sua intenzione, ma questa situazione ha danneggiato la reputazione della Società. Per questo abbiamo deciso di comune accordo le sue dimissioni”. Gli ignlesi però sono perplessi. “Ho paura che la Società abbia diminuito solo se stessa” ha detto il genetista Robert Winston. “Reiss voleva semplicemente discutere le idee sbagliate che la gente si fa della scienza. La Royal Society avrebbe dovuto applaudire a questo tentativo”. E un titolo dell’Independent ha suggellato l’intera vicenda come “The closing of the British Mind”.

Marina Valensise
© Il Foglio, 18 settembre 2008

Pubblicato il 17/9/2008 alle 19.2 nella rubrica Diario.

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